Al Salone del Libro con “Bella Ciao”.

Amo passeggiare tra le case editrici esattamente come quando, ancora al liceo, sognavo di poterli comprare tutti quei libri. È bello confondersi tra la folla e spiare i discorsi, anche se i più sono impegnati a postare sui social e (ho scoperto) a comparare i prezzi on line.

Mentre mi addentro nel punto che ospita La Feltrinelli e sfoglio i vari volumi, sono infastidita da un eccessivo rumoreggiare e, prima che possa avere il tempo di indignarmi, ecco emergere dalle chiacchiere omogenee una voce che intona “Bella ciao”. Alzo la testa ma non basta, perché sono tutti più alti di me e perché la curiosità è volatile e si diffonde in fretta. Presto alla prima voce se ne aggiunge un’altra e subito un’altra ancora. Adesso sono immersa in un coro scordato e non sincronizzato ma armonico nello spirito. La signora anziana di fianco che si porta la mano al cuore, facce orgogliose ma tristi, uomini che alla parola partigiano hanno l’età giusta per sobbalzare. L’autrice del “libro intervista al ministro degli scandali”, tenta di pubblicizzare il proprio libro ed un coro orgoglioso le esprime un senso comune che unisce, seppur per pochi minuti, una rivolta pacifica ma ferma, che con le parole di una vecchia canzone, per un secondo, mi rende fiduciosa per il futuro.

La folla canterina si disperde commossa e soddisfatta ed il cellulare vibra per un tweet. Mi avvisa di una nuova strage in mare che ha causato la morte di settanta persone e tra i commenti al vetriolo, scopro sconfortandomi che anziché indagare come progredire, si punta il dito sull’autore del pensiero perché colpevole di aver votato male.

Ad oggi mi sento colpevole di essere impotente e con uno sguardo tiepido alle pile di libri che racchiudono la potenza del sogno, della compassione e dell’informazione mi chiedo se quei partigiani, che hanno dato la vita per noi, stiano cantando a squarcia gola una canzone per aiutarci a svegliare il cuore e le menti, che noi non riusciamo a sentire.

clicca qui per vedere il video di Repubblica della canzone spontanea.

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